Diabete e attività fisica

Diabete e attività fisica: 14 novembre giornata mondiale
 

Diabete e attività fisica: i benefici

Diabete e attività fisica verranno trattati a lungo nella Giornata Mondiale del Diabete in Italia che viene organizzata da anni per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulla sua prevenzione e gestione.

MUOVI I FILI DEL DIABETE

È lo slogan scelto per l'edizione 2015. Il motivo? Per stimolare le persone con diabete a diventare soggetti attivi di protezione della salute, muovendo per l'appunto i fili e le leve che possono migliorare la gestione e il controllo della malattia e quindi la qualità di vita. E scegliere di fare attività fisica vuol dire raccogliere correttamente l'invito della Giornata. Muoversi aiuta le persone quando la malattia è presente, ma è l'attività fisica è anche preventiva. La giornata si celebra il 14 novembre di ogni anno, e quest'anno gli eventi si sono concentrati nel week end di sabato 14 e domenica 15 novembre. La Giornata Mondiale del Diabete è la più grande manifestazione del Volontariato in campo sanitario. In circa 500 città e cittadine d'Italia si svolgono centinaia di eventi organizzati da Associazioni di persone con diabete, medici, infermieri, altri professionisti sanitari e persone di altre organizzazioni. Lo scorso anno 400 mila persone sono state coinvolte nei 770 eventi organizzati in 440 località. Del diabete se ne deve parlare, anche perché rispetto a 30 anni fa il numero di malati è più che raddoppiato e rimane sempre una patologia piuttosto costosa (basti pensare che per curarla ogni anno si spendono, in Italia, circa 15 miliardi di euro).

I sintomi del diabete

Il diabete è una malattia provocata dall’incapacità dell’organismo di utilizzare gli zuccheri in maniera corretta, per cui si ritrovano alte concentrazioni di glucosio nel sangue (iperglicemia).

L’iperglicemia danneggia i vasi sanguigni di tutto l’organismo e in particolar modo quelli di minor diametro, compresi i capillari della retina. Le complicanze oculari del diabete, dette appunto retinopatia diabetica, possono portare alla perdita parziale o anche totale della vista.

In Italia sono 5 milioni i diabetici, un dato che negli ultimi 30 anni è più che raddoppiato. In 18 anni, i casi noti sono aumentati di oltre il 70%. Aggiungendo anche coloro che ancora non sanno di averlo (stimati in 1 su 4) si tocca quota 5 milioni di diabetici. Di questi, oltre il 65% ha più di 65 anni e 1 su 4 ha superato gli 80 anni, mentre il 3% ha meno di 35 anni.

Nella grande maggioranza dei casi il diabete non dà alcun disturbo. Se questi sono presenti si tratta di sete intensa (polidipsia), necessità di urinare spesso con urine abbondanti (poliuria), stanchezza (astenia). Nel diabete tipo 1 vi è spesso perdita di peso e l’inizio della malattia può essere brusco con notevole malessere, sonnolenza e odore di acetone nell’alito. Nel diabete tipo 2 spesso la diagnosi viene fatta in una persona che sta sostanzialmente bene in occasione di esami di laboratorio. Spesso il diabete viene diagnosticato in occasione di accertamenti o ricovero per altra malattia.

Diabete e Attività fisica come cura e prevenzione

Chiunque, con le dovute precauzioni, può allenarsi a battere il diabete.

Che l'esercizio fisico faccia bene alla salute è ormai cosa nota: diabete, ipertensione, obesità, sindrome metabolica, così come depressione e ansia si curano anche con il sempre nella ricetta medica, insieme a compresse, iniezioni e gocce. Nel diabete l'attività fisica aiuta davvero, purché fatta nel modo giusto, con modalità e tempi ben precisi. In altre parole, nella prescrizione del medico devono essere indicati la durata, la frequenza, l'intensità e il tipo di esercizio.

Se il paziente è un giovane con diabete di tipo 1, cioè insulino-dipendente, e si trova in buone condizioni di salute, allora può praticare qualunque sport, puntando anche a gareggiare con atleti sani. La situazione è completamente diversa se parliamo di una persona diabetica di tipo 2, magari in sovrappeso e con un infarto alle spalle: in questo caso bisogna muoversi con più prudenza.

È importante che il diabetico che voglia svolgere attività fisica sia a livello dilettantistico sia a livello agonistico tenga presente alcuni punti:

  • Prima di ogni esercizio fisico è essenziale eseguire il monitoraggio della glicemia.
  • Quando possibile si dovrebbe incoraggiare il diabetico a programmare il suo esercizio fisico per migliorare l’iperglicemia post-prandiale; essa dovrebbe quindi essere attuata, teoricamente, da 1 a 3 ore dopo il pasto, quando la glicemia iniziale supera i 100 mg/dl;
  • Non si deve mai iniziare un esercizio fisico o un’attività fisica con livelli glicemici inferiori a 80 mg/dl, poiché il rischio di ipoglicemia è molto elevato;
  • Consumare uno spuntino di carboidrati quando serve per evitare l'ipoglicemia e Disporre di cibi contenenti carboidrati a basso, medio ed alto indice glicemico durante e dopo l'esercizio.
  • Anche per il soggetto diabetico l’assunzione di acqua durante l’esercizio fisico risulta essenziale; i diabetici in cattivo controllo metabolico sono particolarmente predisposti alla disidratazione quando praticano sport.
  • Per iniziare un’attività fisica non occorre strafare: cominciamo, ad esempio, acamminare di più ed a non utilizzare l’ascensore fino al terzo piano, per poi aumentare di un piano (sempre a piedi) ogni settimana successiva, fino a compiere l’intera salita senza l’ascensore. È consigliabile iniziare con 15 minuti di camminata al giorno, aumentando di 5 minuti ogni giorno, fino ad arrivare a 1 ora di cammino giornaliero.  E ancora, sia l’esercizio fisico aerobico, che quello di resistenza per l’aumento della forza muscolare sono indicati nella terapia del diabete di tipo 2. L’esercizio aerobico (es. camminare a passo svelto, corsa, bicicletta, sci da fondo, etc.) serve a ridurre il peso, in particolare la massa grassa addominale, migliora l’efficienza del sistema cardiovascolare, il controllo metabolico e riduce i fattori di rischio cardiovascolare. L’esercizio di resistenza (es. sollevamento pesi o esercizi con bande elastiche) serve ad aumentare la forza muscolare e quindi a prevenire infortuni e cadute, ad aumentare la massa muscolare (il metabolismo basale: spesa energetica a riposo) e a ridurre la glicemia.

In generale possono creare problemi gli sport che richiedono sforzi brevi ed intensi (es. corsa veloce su breve percorso 100-200 m), quelli che richiedono velocità massima o numerosi scatti ed il sollevamento pesi.

Da evitare, inoltre, gli sport che comportano frequenti sobbalzi e bruschi movimenti del capo. Al contrario se lo sport è progressivo e dura parecchie ore il diabetico può adattare il proprio metabolismo con gli opportuni accorgimenti.

Facendo attenzione alla dieta e facendo dell'attività fisica si possono prevenire sia la totale insulino-dipendenza sia le complicanze. L'esercizio fisico è molto importante per poter mantenere una glicemia ben bilanciata e per diminuire il rischio di complicanze derivanti dal diabete.

Risulta tuttavia sempre difficile convincere le persone obese e/o diabetiche a fare l’esercizio fisico necessario per avvicinarsi al peso forma. Sono sempre meno, ma non sono poche, le persone che associano al diabete un senso di inadeguatezza fisica generale. Quando si sentono prescrivere del movimento, molte persone fanno resistenza o pongono delle obiezioni.

L’esercizio fisico è un vero e proprio farmaco per tutte le patologie metaboliche, sicuro ed efficace. D’altro canto anche l’American College of Sport Medicine, solo due anni fa, ha evidenziato come questa quantità di movimento può contribuire a prevenire e curare oltre 40 patologie, da quelle cardiovascolari ai tumori sino alla depressione e all’osteoporosi. Va ricordato infatti che l’assenza di movimento, altrimenti detta sedentarietà, è la quarta causa di mortalità e invalidità nel mondo e che l’Italia, sotto questo aspetto, ha il triste primato di essere il paese più sedentario d’Europa e nella scuola con meno ore di Educazione Fisica (Indagine CONI-ISTAT 2014).

 

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Frank Buio

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