Pubblicato il: 21/12/2019
Aggiornato il: 24/05/2020

Scritto da:

Aprire la Partita IVA per esercitare la professione di Biologo Nutrizionista comporta la necessità di scegliere il corretto Codice ATECO per inquadrare meglio l’attività di business.

Aprire la propria Partita IVA per esercitare la professione di Biologo Nutrizionista, dopo aver completato il percorso formativo, è sì una pratica semplice ed economica, ma è sempre bene affidarsi ad un valido professionista (Dottore Commercialista).

Perché oltre agli step necessari per aprire la Partita IVA è necessario scegliere il CODICE ATECO della propria attività professionale, il regime fiscale più conveniente e aprire la propria posizione contributiva all’INPS.

Inoltre, bisogna saper gestire oculatamente la tesoreria, le entrate e le uscite monetarie e il carico fiscale che deve essere versato alle casse dello Stato.

Scopriamo in questa guida quali sono gli step per aprire la Partita IVA Biologo Nutrizionista e quale Codice ATECO comunicare.

Ti senti pronto per iniziare? Perfetto, procediamo!

 

Partita IVA Biologo Nutrizionista: steps

Per iniziare un’attività da lavoratore autonomo o da freelancer è necessario aprire la Partita IVA.

Si tratta di una stringa di 11 numeri, che servono a identificare la Persona Fisica titolare della partita IVA stessa.

I primi sette numeri della Partita IVA sono quelli che consentono di collegarla al contribuente titolare, mentre gli ultimi tre numeri corrispondono ad un codice identificativo riferito all'Ufficio delle Entrate. Infine, l'ultimo numero nella sequenza di cui si compone la partita IVA ha solo una funzione di controllo.

Come procedere con l’apertura della Partita IVA Biologo Nutrizionista? È necessario scaricare, compilare e presentare gratuitamente il modulo all’Agenzia delle Entrate.

Quando si compila il modulo occorre prestare particolare attenzione al CODICE ATECO da adottare e al regime fiscale da adottare (regime forfettario o ordinario).

Per un libero professionista che esercita una attività “protetta” che comporta l’iscrizione ad un Ordine, come quella del Biologo Nutrizionista, oltre a presentare la richiesta all’Agenzia delle Entrate, è necessario perfezionare l’iscrizione all’albo di appartenenza, sostenendo i relativi costi di iscrizione.

Dopo aver redatto il proprio business plan, trovato l’ufficio o lo Studio dove espletare la propria professione è necessario aprire Partita IVA ponendo particolare attenzione al codice ATECO e al Regime Fiscale.

 

Codice ATECO Biologo Nutrizionista: quale comunicare?

Il Codice ATECO da comunicare quando si apre Partita IVA Biologo Nutrizionista è 72.11.00 denominato “Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie”.

La scelta del codice di attività è molto importante ai fini degli ISA (salvo che non si opti per la Partita IVA Forfettaria).

 

Partita IVA Forfettaria Biologo Nutrizionista

Dato che la scelta del Regime Fiscale può compromettere sia nel presente che nel futuro sia la propria tassazione che i propri obblighi burocratici, è importante optare per quello più agevole e conveniente.

Esiste un Regime Agevolato che può garantire al Biologo Nutrizionista numerose agevolazioni: il Regime Forfettario.

Per poter aderire al Regime Forfettario è necessario essere in possesso di determinati requisiti, pena l’esclusione dal Regime stesso.

Dal primo gennaio 2019 l’unico requisito necessario per aderire al Forfettario è non aver superato i 65.000 euro di fatturato annuo.

Se si dovesse superare questo limite si dovrà optare per il Regime Ordinario.

Per il 2020 le cambieranno: la Legge di bilancio che deve essere approvata in Parlamento, contiene due importanti novità al Regime Forfettario 2020, ovvero l’introduzione di due nuovi limiti:

  • Esclusione per coloro che nell’anno precedente abbiano percepito redditi di lavoro dipendente
  • Esclusione per coloro che nell’anno precedente abbiano sostenuto spese per lavoro dipendente e collaboratori maggiori ai 20.000 euro.

Le due nuove cause di esclusione entreranno in vigore a tutti gli effetti il 1° gennaio 2020.

 

Regime Forfettario Biologo Nutrizionista: quali sono i vantaggi?

I vantaggi derivanti dalla scelta del Regime Forfettario sono ascrivibili ai seguenti:

  • Esenzione IVA: il Regime Forfettario offre la possibilità di essere soggetti esenti IVA. Ogni Biologo Nutrizionista avrà la possibilità di fatturare senza dover aggiungere il 22% IVA all’interno alle proprie tariffe prestazionali.
  • Tassazione Ridotta al 5% o al 15%: per i primi cinque anni di attività, l’aliquota ammonterà al 5%, mentre dal sesto anno in poi salirà al 15%.
  • Esenzione dalla Ritenuta d’Acconto: si può godere del 100% del compenso senza dover subire alcun tipo di trattenuta fiscale;
  • Esenzione ISA, Spesometro ed Esterometro;
  • Esenzione Fattura Elettronica;
  • Semplificazioni contabili e riduzione della burocrazia contabile. È possibile evitare di adempiere a molti obblighi burocratici come la Dichiarazione IVA annuale che trimestrale. Non si dovrà pagare l’IRAP, non si sarà obbligati alla redazione dei libri contabili e della prima nota.

 

Partita IVA Forfettaria Biologo Nutrizionista: Contributi INPS

Aprire la Partita IVA comporta la necessità di versare anche i propri Contributi INPS.

Sarà quindi obbligatoria l’iscrizione all’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi) dove verranno versati i propri contributi secondo le modalità contributive dettate dall’ordine stesso.

Gli iscritti all’ENPAB hanno l’obbligo di versare un Contributo Soggettivo in misura fissa, pari all’11% del fatturato annuale prodotto.

Sarà in ogni caso obbligatorio versare una Quota Minimale pari 1.026 Euro annuali, indipendentemente dal fatturato prodotto.

Il Contributo Integrativo è pari al 4% del fatturato annuale, e dovrà versato direttamente all’Albo Professionale.

 

 

Commenti (0 commenti)

Scrivi un commento

Nome

Cognome

Nickname *

Email *

Commenta *

Articoli Correlati

Dieta vegana e cobalamina: i consigli dei nutrizionisti

Pubblicato il: 22-12-2019

Scritto da: Jacqueline Facconti

Cosa mangiare a colazione vegan?

Pubblicato il: 29-12-2019

Scritto da: Jacqueline Facconti

Perché il vegano non mangia miele?

Pubblicato il: 05-01-2020

Scritto da: Jacqueline Facconti

Vesaola: cos’è il muscolo di grano?

Pubblicato il: 12-01-2020

Scritto da: Jacqueline Facconti