Curcuma Proprietà e Benefici
 

Pubblicato il: 19/03/2019

Scritto da: Redazione Benessere è Vita

Curcuma Proprietà Nutrizionali

Quantità per   100 grammi
Calorie 354 Carboidrati 64,93 gVitamina A 0 IU
Grassi 9,88 gFibra alimentare 21,1 gMagnesio 193 mg
Acidi grassi saturi 3,12 gZucchero 3,21 gVitamina B6 1,8 mg
Acidi grassi polinsaturi 2,18 gProteine 7,83 gPotassio 2525 mg
Acidi grassi monoinsaturi 1,66 gVitamina C 25,9 mgFerro 41,42 mg
Colesterolo 0 mgCalcio 183 mgSodio 38 mg

Curcuma Proprietà terapeutiche

La curcumina è il pigmento di colore giallo intenso che si estrae dal rizoma polverizzato della curcuma; da sempre utilizzata nella medicina Ayurvedica, trova impiego per numerosi disturbi.
Questa sostanza fa parte del gruppo dei curcuminoidi, una famiglia di polifenoli particolarmente ricchi di proprietà curative a diversi livelli.
Le sue principali azioni sono:

  • antinfiammatorie, in quanto minimizzano l'azione della componente enzimatica coinvolta nei vari processi infiammatori;
  • antiossidanti, in seguito all'efficace attività contro i radicali liberi dell'ossigeno;
  • antitumorali, grazie alla duplice azione che da un lato inibisce la produzione di cellule neoplastiche e dall'altro stimola il processo apoptotico (morte cellulare).

In rapporto a tali proprietà curative, la curcumina viene prescritta in numerose patologie, tra cui:

  • malattie infiammatorie caratterizzate da un andamento cronico;
  • artrite reumatoide ed artrosi;
  • prevenzione della cataratta;
  • prevenzione di numerosi disturbi collegati all'invecchiamento delle cellule;
  • cura di alcune malattie neuro degenerative (Morbo di Alzheimer);
  • protezione a livello degli epatociti;
  • detossificazione di alcuni farmaci.

Curcuma proprietà

In seguito a numerose ricerche scientifiche si è rilevata la scarsa biodisponibilità della sostanza quando assunta per via orale, in seguito alla sua immediata coniugazione a livello intestinale ed epatico che la trasforma in curcumina solfato e curcumina glucuronide, due metaboliti con scarsa attività biologica.

Questo aspetto fa si che gli effetti terapeutici della sostanza siano molto efficaci in vitro, mentre poco efficaci se trasferiti sull'organismo umano. Sono attualmente in corso molti studi rivolti alla biodisponibilità in vivo di tale principio attivo.
A tal riguardo risulta interessante l'associazione tra curcumina e fosfatidilcolina di soia che ha dimostrato un incremento sensibile della sua biodisponibilità.

Effetti della Curcuma sulla digestione

Per sue proprietà colagoghe e coleretiche, la spezia stimola la secrezione della bile a livello del fegato e la sua immissione nell'intestino; la bile è una sostanza prodotta dagli epatociti che viene successivamente immagazzinata nella colecisti e poi spremuta nell'intestino per consentire la digestione dei grassi.

Pertanto la curcumina migliora la salute del fegato, facilita la digestione dei lipidi e mantiene sotto controllo il livello di colesterolo ematico. Il sapore leggermente piccante della curcuma sembra sia la causa che stimola la secrezione di succo gastrico facilitando i processi digestivi.

Anticamente questa spezia era prescritta in caso di gastrite e dispepsia (cattiva digestione),colite, flatulenza, aerofagia e meteorismo, diarrea, nausea e vomito, per le sue proprietà carminative. Si tratta di una vasta gamma di disturbi dell'apparato digerente che miglioravano sensibilmente dopo l'assunzione di polvere di curcuma, anche in seguito al potenziamento della secrezione di enzimi da parte del pancreas.

La curcumina stimola poi la sintesi di mucina, una proteina che svolge un'azione protettiva sulla parete dello stomaco impedendo l'attacco dei succhi acidi alle cellule gastriche. In questo modo si realizza un efficace effetto-barriera in caso di gastrite ed ulcera (azione anti-ulcerosa).
Nel 1989 è stata pubblicata una ricerca scientifica svolta in Thailandia in relazione all'attività protettiva della curcuma nei confronti della dispepsia, che ha confermato la sua efficacia terapeutica.

Le nostre migliori ricette con la curcuma

Che cos'è la Curcuma

La Curcuma Longa (Curcuma Domestica), meglio conosciuta come Curcuma, spesso denominata Zafferano delle Indie, è una pianta di tipo erbaceo, perenne, appartenente alla famiglia delle Zingirberacee, che ha origine in Asia meridionale, Malaysia ed India e che poi si è diffusa anche in molte altre zone dell'Asia e dell'Africa.

Per crescere ha bisogno di condizioni climatiche caratterizzate da elevate temperature con una forte percentuale di umidità.

Il suo aspetto erbaceo raggiunge fino ad un metro di altezza e presenta grandi foglie ovali, allungate e munite di picciolo; i suoi fiori si presentano come infiorescenze a forma di spighe appuntite, con ampie brattee verdi disposte inferiormente che poi diventano bianche con screziature violacee superiormente; a livello delle brattee verdi sono accolti grandi fiori di colore giallo-arancio.

La radice ha un aspetto rizomatoso ramificato (rizoma tuberizzato), di colore giallo intenso ed estremamente aromatico; si tratta della parte sotterranea del fusto da cui si estrae la polvere che viene usata per svariati impieghi.

La Curcuma si utilizza sia in preparazioni gastronomiche sia per usi fitoterapici, in quanto i principi attivi in essa contenuti si prestano non soltanto per insaporire gli alimenti, ma anche per svolgere attività curative che erano note fin dall'antichità, infatti la medicina Cinese utilizzava la curcuma polverizzata allo scopo di curare molte malattie.
Dal punto di vista biochimico la spezia si presenta estremamente ricca di curcuminoidi, tra cui la curcumina che costituisce circa il 3,14% del totale.

Storia della Curcuma

Già 4000 anni fa, presso le popolazioni Indiane, la curcuma veniva considerata una spezia dalle proprietà spesso legate a rituali della religione Induista, che la considerava magica per il suo colore giallo analogo a quello del sole. Il suo potere colorante era impiegato per tingere le vesti dei monaci buddisti ed anche per produrre cosmetici che le donne erano solite applicarsi nel giorno delle nozze; inoltre era comune usanza che la futura sposa appendesse al collo una radice secca.
Dal punto di vista terapeutico, la curcumina, il principio attivo estratto dal rizoma, si prescriveva per disturbi cardiaci, respiratori ed epatici.

Successivamente, circa 3000 anni fa, la curcuma era abitualmente utilizzata dagli Assiri per colorare le stoffe, mentre le popolazioni Indiane la impiegavano per scopi curativi. L'introduzione in Europa di questa spezia avvenne ad opera degli Arabi durante i loro viaggi per motivi commerciali; il nome curcuma deriva appunto da "kurkum" che significa zafferano. In India, dove il consumo della curcuma è altissimo, gli studiosi hanno evidenziato un'incidenza di carcinomi particolarmente limitata e questa constatazione ha aperto la strada a numerose ricerche scientifiche.

Molto utilizzata dalla medicina Ayurvedica, questa spezia è stata sempre talmente apprezzata per le sue proprietà curative, che veniva considerata una pianta sacra, impiegata in numerose cerimonie delle religione Induista.

Nell'antica Grecia la curcuma era ampiamente conosciuta ai tempi del botanico Dioscoride (40-90 d.C.) che, nel suo trattato "De materia medica" ne descrive le proprietà medicamentose. Marco Polo, verso la fine del 1200, parla di questa pianta descrivendone le caratteristiche simili a quelle dello zafferano.
Anche Paracelso, intorno al 1500, consiglia la curcuma polverizzata come efficace terapia per le patologie a carico del fegato. Nel 1800 due scienziati Francesi, Vogel e Pelletier, analizzarono i suo rizoma allo scopo di isolarne i principi attivi. Solamente negli ultimi trent'anni sono state effettuate analisi scientifiche per studiare in laboratorio le proprietà terapeutiche della curcumina.

Effetti antinfiammatori della Curcuma

Uno dei principali effetti antinfiammatori della curcuma si realizza localmente; per uso topico infatti viene applicata su abrasioni e ferite per guarire lesioni cutanee di piccole e medie dimensioni, in rapporto alla sua azione antimicrobica.

Il succo fresco di curcuma trova impiego per alcune malattie della pelle, come varicella, eczema, herpes zoster e reazioni allergiche. E' ormai assodato che la curcuma sia dotata di spiccate proprietà antinfiammatorie, del tutto analoghe a quelle dei corticosteroidi, di cui però non presenta i dannosi effetti collaterali; la sua efficacia si realizza a livello dell'apparato respiratorio, digestivo, articolare, cutaneo ed intestinale.

Sia per sindromi croniche (come forme artritiche o granulomatose) che acute (come tendiniti ed edemi), svolge un'azione antinfiammatoria di grande efficacia. Il meccanismo d'azione sarebbe da imputare alla riduzione dei livelli serici di proteina C reattiva, una sostanza strettamente collegata ai processi infiammatori sistemici di patologie croniche. Anche in fase post-operatoria può essere utilizzata a dosi massive (tra 375 e 1200 milligrammi al giorno) per attenuare il dolore.

In caso di artrite reumatoide, l'assunzione di 120 milligrammi al giorno si è rivelata utile per attenuare la sintomatologia dolorosa. Il suo meccanismo d'azione consiste nell'inibizione di alcune molecole mediatrici dei processi flogistici, come IL1, IL8 e TNF alfa.

Particolarmente indicata nella cura di processi infiammatori collegati al Morbo di Crohn, all'artrite reumatoide, alla retto colite ulcerosa ed all'uveite, un disturbo a carico dell'occhio. La curcumina contiene una frazione oleosa e volatile che sarebbe responsabile di tale attività antinfiammatoria, senza presentare alcuna tossicità, a differenza degli antinfiammatori di sintesi. Spesso si miscela la curcumina con succo di limone oppure con pepe nero per potenziare le sue proprietà terapeutiche.

Ipotesi sull'azione della Curcuma sulle neoplasie

Sono numerosissime le ricerche incentrate sul rapporto tra azione terapeutica della curcumina e moltiplicazione delle cellule neoplastiche; secondo alcuni studi si sarebbero osservati alcuni risultati incoraggianti riguardo a forme cancerose cutanee, con attenuazione del prurito.

Nel 2008, sul Journal of the National Cancer Institute, è stato pubblicato uno studio inerente al rapporto tra curcuma ed evoluzione del carcinoma al seno, al colon, alla prostata e del melanoma; Andrea Carter, lo scienziato che ha effettuato tale ricerca, si è detto ottimista nei riguardi di future applicazioni terapeutiche della curcuma nel settore oncologico.

Secondo un'altra ricerca svolta nel 2005 e pubblicata su Alimenti tradizionali e farmacopea, la curcumina avrebbe un notevole potere citotossico ed un'efficace azione induttrice di apoptosi su varie linee di cellule neoplastiche.
Insieme al licoprene (presente nei pomodori), al resveratrolo (presente negli acini dell'uva), alla genisteina (presente nella soia)ed alla quercitina (presente in capperi e cipolle), la curcumina viene considerata un principio attivo dalle spiccate proprietà chemiopreventive verso vari tipi di tumore. In particolare risulta efficace nei confronti delle neoplasie a carico del colon e pertanto viene spesso prescritta come coadiuvante durante chemioterapia a base di farmaci di sintesi.

Effetti della curcuma sull'apparato cardio-vascolare

Secondo le più recenti linee guida, la curcuma e la curcumina sarebbero estremamente efficaci per garantire il benessere dell'apparato cardio-vascolare in quanto inibiscono l'ossidazione delle lipoproteine LDL che trasportano il colesterolo nel sangue. Si tratta per ora unicamente di risultati sperimentali che non hanno trovato conferma a livello clinico.

Ricette a base di curcuma

Il rizoma deve venire bollito per almeno trenta minuti, asciugato per eliminare qualsiasi residuo di umidità e successivamente polverizzato finemente per ottenere il curry, dove si trova miscelato con altre spezie.
Si tratta di una sostanza dal gusto amarognolo e piccante con retrogusto tendente al terroso, simile alla senape, molto caldo e intenso.

E' utilizzato come colorante naturale degli alimenti (E100) a cui conferisce la tipica sfumatura gialla, soprattutto nella preparazione di ricette vegane, dove sostituisce il tuorlo dell'uovo. Per il suo elevato contenuto di antiossidanti e vitamine, possiede delle eccellenti proprietà nutrizionali e pertanto si impiega in regimi dietetici che necessitino di un elevato apporto energetico, ma non ipercalorico.

Per mantenere inalterate le sue caratteristiche è consigliabile aggiungerla alla fine di ogni preparazione e non cuocerla insieme ai cibi. Può essere miscelata con altre spezie, in particolare con aglio, peperoncino, paprica, rosmarino, pepe nero, cumino, salvia e basilico.

Gli alimenti che si abbinano bene alla curcuma sono:
  • riso e cereali;
  • legumi;
  • patate;
  • carni preferibilmente bianche;
  • pesce e crostacei;
  • uova;
  • alcuni ortaggi, come melanzane;
  • formaggi freschi.

La curcuma viene considerato un ingrediente indispensabile in tutte le ricette vegan, sia per le sue proprietà nutrizionali che per il sapore che conferisce un gusto particolarmente gradevole alle preparazioni.

Le nostre migliori ricette con la curcuma

 

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